| Oggi, 18 marzo ’05, anche a Trieste (ore 18, sede circolo J.Evola, via Matteotti 1b) i camerati ricordano Massimo Morsello, a 4 anni dalla sua scomparsa: in questi giorni concerti in suo onore sono stati organizzati a Roma, Catania, Lucca ed oggi, oltre alla presentazione di un filmato/intervista inedito di Ts, viene organizzato un concerto anche in Quebec (Canada).
Certo queste poche righe non bastano a sintetizzare la figura di Massimo, politicamente attivo in campo attivistico e musicale, nel FUAN romano fino al 1980, anno in cui mandati di cattura basati su infamie e menzogne, lo costringono ad un esilio quasi ventennale. L’unica condanna definitiva è stata emessa per aver partecipato ad una manifestazione in cui veniva assassinato da un agente di polizia (rimasto impunito) con un colpo alle spalle, il camerata Alberto Giaquinto. Il filmato presentato oggi, ripercorre nelle sue parole, il ricordo degli anni di piombo, oggi tornati alla ribalta sui media dopo la scandalosa prescrizione per i boia comunisti dei fratelli Mattei, dove abbiamo assistito alle pontificazioni dei politicanti di turno ed all’arroganza dei comunisti, oggi divenuti “rispettabili moderati”. Inoltre, vi sono le immagini del suo concerto al rientro a Roma, presso il Colosseo, delle colonie per bambini e del concerto da lui indetto contro l’aborto, un genocidio di innocenti legalizzato da una legge infame di questa democrazia marcia e corrotta.
Nell’esilio di Londra, dopo alcuni mesi di arresto per i mandati di cattura dall’Italia, il giudice inglese scandalizzato per le “prove” basate sul nulla, rilasciava tutti gli italiani arrestati, negando l’estradizione, Massimo Morsello, è riuscito ad edificare una solida realtà economica che ha permesso a lui e ad altri camerati, non solo a Londra, ma in tutta Europa, di sviluppare un discorso lavorativo: inoltre la stessa attività è servita pure per finanziare iniziative politiche, aiutare persone e famiglie in difficoltà, e creare un movimento politico, Forza Nuova, senza che questo pesasse sulle tasche dei contribuenti italiani e senza finanziamenti occulti, a differenza del sistema partitocratico, che permette a pochi grassatori di arricchirsi con il “teatrino della politica”.
Nel corso dell’esilio politicanti, magistrati e pennivendoli, si sono accaniti più volte contro di lui, non esitando ad attaccarlo persino sul piano lavorativo, dimostrando che all’infamia non c’è limite, ma senza riuscire nei loro intenti. Anzi, chi saliva a Londra, poteva constatare con i propri occhi che anno dopo anno, l’attività lavorativa era in continua crescita, basta pensare alla differenza tra il decennio che va dalla fine degli anni ’80 alla fine degli anni ’90, in questi anni vi sono l’organizzazione di concerti con personaggi dello spettacolo, come Enrico Ruggeri o la rivendita e l’organizzazione per seguire la nazionale nel corso dei campionati europei di calcio, in Inghilterra, per i tifosi italiani.
Nel 1996, un suo concerto, in via satellite da Londra a Roma e Milano, è stato ostacolato in ogni modo da parte delle forze dell’ordine, che sono riuscite a bloccare la diretta, e a far sì che venisse trasmessa solo una registrazione, che venne poi presentata anche a Trieste.
Il rientro in Italia, avviene contemporaneamente con la malattia, che comunque non lo ferma, e ricomincia dopo vent’anni a partecipare a manifestazioni di piazza, tenere concerti in giro per l’Italia (ha suonato anche a Trieste, come del resto aveva già fatto in passato prima dell’esilio, in una delle città che lo aveva ospitato prima di espatriare), anche a scopo di solidarietà, come è accaduto tra i terremotati del Molise: fino alla fine ha dimostrato l’attaccamento e la dedizione all’Idea ed alla lotta politica.
Per quanti hanno avuto la fortuna di conoscerlo ed anche per quanti non lo hanno conosciuto, Massimo ha lasciato l’esempio di come nonostante le avversità, si può riuscire comunque a creare delle strutture e delle realtà, restando sempre fedeli alla propria natura ed alle proprie idee, senza rinnegare, né mettere la testa sotto la sabbia, e l’esempio,lo stile e la fedeltà, restano come monito per il nostro domani!
Fabio Bellani
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