Punto di non ritorno
L'alba si è accesa come un filo di rame come i caffè della stazione e la strada si affretta tra scarpe e catrame a portarti a destinazione.
Non uscire di casa, non portargli la morte al tuo punto di non ritorno
Non portarti gli occhiali, non voltargli le spalle al tuo punto di non ritorno alla tua fine del mondo.
La moto si è accesa con un filo di gas ti accompagna verso la morte. Nascosto nel cuore c'è un pezzo di rabbia che ti applaude, che ti apre le porte.
No non dargli il tuo collo, il tuo ghigno di sfida al tuo punto di non ritorno.
Non lasciarci i miei anni, i miei sensi di colpa al tuo punto di non ritorno alla tua fine del mondo
E proprio mentre il corpo t'abbandona che sembra che trattieni il respiro dal cielo Dio s'affaccia e ti perdona e sembra che ti vuole davvero.
Una fiamma s'è accesa da quel tubo di ferro quando hanno dovuto aprirti il portone.
Una sirena si accende come un grido di rabbia gira la testa delle persone c'è qualcuno che guarda, c'è qualcuno che soffre c'è qualcuno che ti fa una canzone.
No non lasciargli a quei volti, a quegli occhi in divisa il tuo punto di non ritorno.
Non passare alla morte come fosse la fine come un sole d'inverno il nostro è un punto di non ritorno.
Proprio mentre il corpo t'abbandona che sembra che trattieni il respiro dal cielo Dio s'affaccia e ti perdona e t'apre un pezzo di paradiso.
E proprio mentre il cuore t'abbandona che sembra che ti sfugge un sorriso dal cielo Dio s'affaccia e ti perdona e t'apre un pezzo di paradiso.
E proprio mentre il corpo t'abbandona che sembra che trattieni il respiro dal cielo Dio s'affaccia e ti perdona e sembra che ti vuole davvero.
Otto di settembre che gli hai fatto al mio cuore, alle mie gambe di vent'anni così sicure dove andare
Otto di settembre che mi hai spento la luce, ci hai frugato nei sogni, ci hai spezzato la croce
Dieci soldati armati ci fecero fermare, ci indicarono coi fucili il percorso da fare
E la guerra come un'onda ci soffiava sulla schiena, una fiamma di metallo ci faceva da corona,
Voltando pagina la storia come un libro scritto male, ci lasciava la memoria e una Repubblica Sociale
Dieci generali stanchi già puntarono sul petto medaglie di stoffa tra il nostro cuore e il colletto,
E l'Italia era una barca e se ne andava alla deriva, e il futuro era in catene al legno marcio di una stiva
Ci ridarono i nostri morti e i nostri pezzi di bandiera, stivali di cuoio duro e una camicia nera
Otto di settembre che gli hai fatto al mio cuore, alle mie gambe di vent'anni che non sanno più scappare
Otto di settembre in quelle canne di moschetto ci hai infilato la morte che ci arriva sul petto
Dieci briganti sporchi che si credevano soldati, premono il grilletto sui nostri sorrisi sudati
Donne
Donna donna di strada,
donna di cuori donna d'amori,
donna dalle gambe belle
che si assomigliano come sorelle
donna donna di fiori,
donna amata donna beata,
donna troppo pericolosa,
col suo mazzo di mimosa
e con il mazzo delle carte in mano
il mio futuro me lo legge solo troppo lontano
donna donna alla finestra,
preoccupata quando lui non viene,
donna un corpo chiuso in una palestra,
donna un ago nelle vene
donna uccel di bosco,
donna cane
donna donna di picche,
donna di fede donna che crede
donna coi principi saldi,
che le tengono i piedi caldi
donna donna severa,
tutta d'un pezzo che non ha prezzo
donna con il trucco in faccia,
donna che t'ama e che t'abbraccia
e con il mazzo delle carte in mano a decidere del suo destino,
del suo cammino
donna donna alla finestra,
preoccupata quando lui non scrive,
donna col vestito della festa e col sorriso tutto gengive,
donna che tutto ferma e tutto muove
donna donna di quadri,
donna che sogna donna menzogna
donna con l'anello al dito,
donna moglie donna marito
donna donna di coppe,
donne così ce ne sono troppe,
donna con lo sguardo spento,
sempre a caccia di un divertimento
e con il mazzo delle carte in mano
il mio futuro me lo legge e sono il suo destino
donna alla fine del percorso,
preoccupata perché non ha scelta
donna a forza nell'universo,
che comincia ancora un'altra volta
donna che troppo dice e troppo ascolta.
Canti assassini (I)
Noi siamo lontani,
siamo tutti vicini,
e lanciamo nel cielo i nostri canti assassini
e lanciamo sperando che arrivi quel giorno,
che con le braccia aperte faremo ritorno
Ed ogni passo battuto su quella dolce strada amara,
vi faremo vedere chi ce l'ha fatta pagare cara
Sentendo parlare degli amici di ieri, con le mani sudate alzeremo i bicchieri
e alzeremo i ricordi come si alza la testa,
cominciando da capo,
da quello che resta
leggendo tra le righe del nostro cammino,
capimmo qual'era il nostro sporco destino
leggemmo sulla pelle di chi ci piange accanto,
che in fondo la pelle è solo un pallido guanto
ma tra gli occhi e le stelle c'è un pallido sole,
che solo la vita può far riscaldare
Questa vita che ridendo ci prese per mano,
ci levò le catene per portarci lontano
che ci ha dato questi figli che già sanno parlare,
che già stanno pagando prima di cominciare
C'è una nave in mezzo al mare piena di mozzi e di marinai, cinque dita in una mano non ci sanno contare della vita quanti guai
Ce n'è di sale dentro a questo mare, proprio come piace a loro, un mazzo di carte da mescolare, sotto la luce al buio del faro
Ci stanno le reti in mezzo al mare, quelle con la trama fitta, catturano pesci senza farli passare, passa la notte in bicicletta
Ci sta un'amaca dentro ai tuoi occhi, ci sta il controllo passaporti, ci stanno schegge di vita e di specchi, c'è un cimitero di sogni morti,
C'è dell'acqua in mezzo al mare, solo acqua di spiaggia, non è buona da bere,
Scoppia le bolle di sapone, accende i sogni nelle persone
C'è un recinto in mezzo al cielo, forse fuoco di paglia, forse pinna di squalo, semina il panico tra le persone come l'effetto di un'esplosione
C'è una vena dentro al tuo cuore, tutta piena di marinai, coi loro whisky e con le loro storie d'amore, coi loro pirati e coi loro eroi,
Ci sta la sabbia dentro ai tuoi occhi, ci sta un sorriso sotto al mio cappello, ci sta la pioggia che mentre ti invecchi, ti cerca e ti trova sotto al tuo ombrello
C'è una ferita dentro al mio cuore, c'è una mia foto appesa in questura, quasi che fosse una questione d'amore, quasi fosse un ricordo che non fa più paura
Ci sta una nave in mezzo al mare piena di mozzi e di marinai, morsi di squalo sulle gambe e sul cuore, e nella vita quanti altri guai
C'è una nave in mezzo al mare e la vita si ferma e la fa passare, pettina le alghe con la corrente e accende i sogni della gente
E c'è un tragitto in mezzo al cielo, forse un fuoco di paglia, o forse amore vero, semina i figli tra le giostre del mondo, accende lampioni che si stanno spegnendo
Cuori di ghiaccio mi han nascosto l'amore, lacci di metallo mi han fermato il cammino,
Il silenzio del bosco mi ha insegnato ad ascoltare ed un cane lontano mi è venuto vicino
Una fila di frontiere mi ha cacciato dal mondo, una freccia ed un arco mi han levato la fame,
Un fischio nel bosco mi ha insegnato il comando, mi ha nascosto la sete dentro un bricco di rame
Due braccia di donna mi han legato ai ricordi e un filo di mare mi ha spiegato i tramonti
Colpi di tamburo che risuonano sordi, che ci chiamano alla guerra e noi siamo pronti
E ho conosciuto la spiaggia, quella ai confini del mare
Ed ho lasciato un'Italia stretta intorno al mio cuore
E ho conosciuto le notti che non ci fanno dormire,
E ho lasciato un'Italia curva sotto al rumore, chiusa dentro a quei gesti di mano che ci vogliamo spiegare
Frecce di occhi mi han spiegato l'inganno, strette di mano che ti spezzano il pane,
Ed il vento, i ricordi e le stagioni dell'anno, non esiste un inizio, non esiste una fine
Oh dio del cielo perché mi hai dato la fame e perché nel mio cuore ci hai nascosto la guerra, e perché nel selciato tra le foglie e il catrame ci trovano i sogni che ci lasciano a terra?
Una fila di frontiere ci ha nascosto nel mondo, il cerchio e la croce mi ha insegnato il cammino,
Il vento, la storia e le stagioni dell'anno, vanno intorno alla terra, costruiscono l'uomo
E ho conosciuto la pioggia, quella ai confini del sole
Ed ho cacciato via il gelo fuori dal mio tepore
Ed ho sorpreso i tuoi occhi stretti intorno al mio cuore
Ed ho lasciato l'Italia curva sotto al dolore
Chiusa dentro a quei pezzi di storia che io continuo a cercare
Aborto
Racconta pure, del momento in cui lo hai saputo
delle volte che lo hai voluto e del pericolo sventato
e della fame, della fame che gli hai risparmiato
della bocca che non s'è sporcato,
con il cono di un gelato
e quel dottore senza dolore,
mani di velluto.
Racconta pure di quella voglia di tornare indietro
di quelle reti da pescatore
che lasciavano nel mare.
La tua mano stretta forte,
la tua trappola in discesa
il tuo angelo di morte
suggerisce la tua resa
a guardarti dentro gli occhi sembri un sogno quasi fatto male
ma la mano che ti sveglia questa notte non è mano d'amore
è solo un ago che t'entra
a stimolarti il dolore,
ma all'angolo della strada appoggiato al futuro
non ci sarà nessuno
che chiede un giro in bicicletta o a soffrire come un bambino
e alla vita, alla morte e alla strada
lui non ci penserebbe ancora
a quante stanze ha la tua casa e a quanto guadagni l'ora
a quanto è stupido il sorriso della gente che ora ti consola.
Io ti racconto del mondo che non ho conosciuto
della vita che non ho vissuto
e delle cose che non ho saputo.
Di quelle navi,
di quelle storie da marinai
di quelle strade e di quei via vai
di quei buongiorno e di quei come stai
di questo buio senza colore di questi occhi miei.
Del mio rischio di un piede in fallo
sbagliare e rifarlo ancora
di soffrire quando ci s'innamora
e di tremare quando c'ho paura
e della fame della fame che non ci spaventa
della musica che ci addormenta
e del freddo che ci ammala
e del rifugio che ci accoglie la notte sotto le lenzuola.
Questa scelta che ti arma la mano e che ti accende la luce
ti fa donna moderna,
ti fa donna che piace
ma all'angolo della sera, stanotte c'è un gatto sopra il tetto
lui ne ha viste di strade e di gente passare sotto
e della vita, della morte e del vento
lui non si chiede niente
guarda il cielo e verso le stelle che si sono spente
guarda il mondo e cerca la musica ma non la sente.
I miei amici
I miei amici hanno tutti occhi neri, e capelli che non conoscono il vento
hanno sogni che sono di ieri, e ci sognano sopra il cemento
I miei amici hanno tutti una storia e ci vanno ogni notte a dormire
I miei amici hanno tutti un'ora d'aria, e si coprono bene prima d'uscire
I miei amici hanno tutti paura, di una storia cominciata per strada e finita dentro una galera
I miei amici hanno facce fresche e occhi puliti e puntati nel sole
hanno le mani dentro alle tasche, non hanno il fango sotto le suole
I miei amici non hanno futuro, ma ci stanno quasi sempre a pensare
e disegnano sopra un muro le vele gonfie di una nave
I miei amici parlano poco, di una storia cominciata per strada e finita quasi per gioco
I miei amici hanno tutti occhi neri ed un sorriso per ogni giorno che passa
qualche volta sono anche sinceri, a volte la noia li ingrassa
I miei amici non hanno futuro, ma ci stanno quasi sempre a pensare
e si segnano sopra un muro ogni giorno in meno da fare
E i miei amici non hanno paura, di una storia cominciata per strada e finita dentro una galera
Cuori infranti, da storie banali tutti in fila, tra chiese e ospedali occhi fatti, da rimmel e caffè cuori gonfi, senza sapere di che per la strada, tra violini e carezze stracci vecchi a rievocare tristezze. E se oggi hai perso il tram pieno di gente di tanto diverso colore ed hai negato i tuoi occhi tra le pagine dei tuoi libri in cerca d'autore e del tuo povero cuore e del tuo povero cuore. Quei pirati, svelti di lingua e di saliva un sorriso, mezzo dente e gengiva sanno sempre perché tutto è successo pollici verdi, della cultura e del progresso. E se oggi hai consegnato il tuo cuore ad un fiume di versetti e di stravaganti parole concordando la tua morale, con l'autore della prima pagina di qualsiasi giornale e di qualsiasi colore. E il loro povero cuore. E il nostro povero cuore. Ed i tuoi occhi, intorno al mondo che perdi non è colpa dei prati che non sono più verdi. Ma se oggi hanno persuaso i tuoi sogni ed i tuoi occhi che non hanno covato passione ti hanno corrotto la storia ed i ricordi ti hanno mandato la fede in pensione ed il tuo povero cuore. Il nostro povero cuore. Il nostro povero cuore. Il nostro povero cuore.
Una sirena dietro al vento taglia il cielo di Madrid, scende la pioggia ad aiutare il traffico, gente che sale e scende dai taxi,
Un generale di ottant'anni, con un passo forestiero, senza medaglie appese al petto, solo una croce tutta d'oro,
E qualcuno ha bussato alla porta, è il passato che lo viene a cercare, è una storia che è morta e sepolta dal mare,
Ma è una storia da ricordare, come il Natale passato in casa, una guerra persa per sempre, come una curva pericolosa,
La candela riflette la luce sopra un foglio fitto di righe, un leone attraversa la storia, e la penna lo scrive
Generale la tua spada è nel vento, e ha la lama che brucia nel sole, e la notte da dietro il tramonto che sale
E il vapore del caffè che fischia come un amico che ti vuole, come una nave che gonfia le vele, come la vita e i suoi misteri, come la gente che non li vuole
I giornali sono già usciti, come volpi affacciate alla tana, le fabbriche rimesse in moto dal profumo del caffè in cucina,
Un generale di ottant'anni, due occhi accesi appesi al vento, con la sua storia imprigionata dietro una linea di combattimento
Generale c'è una nave nel mare, taglia le onde e le ricopre di schiuma, c'è una donna affacciata al balcone che fuma
E c'è una striscia di terra che forse non vale neanche più la pena da rivedere o la pena di ricordare,
E c'è una fascia di uomini che si guardano un po' meglio dentro alle mani, e ci trovano lontano
La stessa razza di uomini che accavallano le gambe al tavolino, e un bicchiere di vino tra le mani…
Ma che destino è domani, ma che destino è…