Cronaca di una giornata particolare: Londra 1 marzo 1995

“E come si chiama questo gruppo che volete far suonare da noi il mese prossimo?” chiede il manager del Marriott di Mayfair . Si avete capito bene: proprio il Marriott. Uno dei migliori alberghi nel quartiere più caro ed esclusivo di Londra!! “Mussolini & Friends”, facciamo noi. E lui: “Ha ha, simpatico. Dai, come si chiama?”. E noi: “è come ti abbiamo detto: Mussolini&Friends”.
Di nuovo il nostro interlocutore: “Aha ok, un nome noto ma niente a che vedere, immagino, con il famoso Benito..”. E noi, spietati:” Niente di particolare, si tratta solo del figlio del Duce”. Il tipo sbianca incredulo…Poi per stemperare il tutto chiudiamo la questione con un rassicurante “ma niente paura. Qui la politica non c'entra e Mussolini è solo un notissimo pianista jazz!”. Rincuorato, il manager del Marriott sorride; scegliamo il menù per il rinfresco e il contratto è fatto.
La sera immediatamente dopo il concerto, a cena, Romano Mussolini ci fa: “Ragazzi, vi ringrazio. So che quello che avete fatto per me oggi, cioè permettermi di suonare, lo avete fatto in particolare per mio padre e di questo vi sono grato”. Una grande giornata all'insegna di classe, stile e decisione.
Con il Kommander, annunciamo l'evento attraverso la neonata (e successivamente mai più utilizzata) Associazione Amici della Musica Italiana. Appuntamento al Marriott per la grande serata di gala con Romano Mussolini e la sua band (composta da alcuni tra i migliori musicisti jazz italiani). Pronte le lettere d'invito e le locandine, comincia la pubblicità. La voce gira e il nome dell'artista in questione in parallelo con la, mai sentita prima, Associazione Amici della Musica Italiana comincia a suscitare “rumors” attraverso un tam tam di associazioni di sinistra che parlano apertamente del concerto jazz fascista (sic!) organizzato dal solito Massimo Morsello.
Oltre alle autorità consolari italiane (che si guarderanno bene dal venire), le varie associazioni e club tricolori di Londra, decidiamo allora di invitare personalmente anche alcuni tra i giornalisti più solerti nell'offendere Fiore e Morsello.
Per il concerto siamo almeno in venti, eleganti, decisi e motivati. Massimino, come sempre, non vede l'ora. C'è attesa e anche parecchia adrenalina. Le associazioni italiane di sinistra annunciano il boicottaggio, quelle democristiane fanno finta di niente ma le adesioni sono comunque parecchie e capitanate come sempre, da Padre Carmelo e Padre Roberto della Chiesa Italiana. Le zecche della Anti Nazi League (!!) però annunciano battaglia. Noi siamo tranquilli.
Sappiamo che al Marriott sono preoccupati e pagherebbero oro per cancellare la serata ma c'è un contratto firmato e lo spettacolo, nonostante le loro recriminazioni, deve andare avanti.
La sera prima del concerto l'annuncio del concerto viene passato nel corso della rubrica eventi culturali italiani subito dopo il TG della Notte. Si è fatto davvero un bel baccano….
Il giorno dopo, capitanati da Massimino, siamo pronti: giacca, cravatta e scarpe lucide. Il servizio d'ordine del Marriott ci fa: “voi non vi muovete, ci pensiamo noi. Con noi il posto è blindato. Se qualcuno prova a dar fastidio lasciate fare a noi”. Le ultime parole famose…
Ci dividiamo: un gruppo fuori e uno dentro. La scena all'esterno è surreale: mentre signore eleganti ed i loro mariti si apprestano ad entrare nell'albergo per assistere al concerto, un gruppo di manifestanti della ANL distribuisce volantini e scandisce slogan contro il concerto jazz/nazista (!!) del Marriott. Di fronte alla porta c'è un gruppetto dei nostri, elegantissimi, fronteggiati faccia a faccia da zecche sbuffanti quanto impotenti. Nessuno li tocca anche perché c'è il concerto con il figlio del Duce e nessuno vuole passare il pomeriggio al Police Station. Gli sventurati manifestanti ci bersagliano a colpi di fotografie in primo piano (che paura…da non dormire la notte…) ma quando vedono che il nostro (malcapitato) fotografo riceve l'ordine di contraccambiare, i nostri eroi si abbandonano al panico. Pensavano forse di avere l'esclusiva fotografica per la serata?
Il concerto sta per cominciare e si entra. Il pubblico, nonostante tensione e boicottaggio, c'è e il colpo d'occhio della meravigliosa sala del Marriott non è affatto male. All'improvviso urla sconnesse e rumore di vetri rotti: l'impeccabile servizio d'ordine del Marriott si è fatto infilare da una porta secondaria ed un drappello di straccioni è riuscito a penetrare all'interno rompendo una porta a vetri. Peccato per loro s'imbattono nel gruppetto dei nostri che stazionavano apparentemente annoiati nella hall e in quattro e quattro otto vengono “convinti” a lasciar perdere…
Il successo della serata è totale. Il concerto finisce, ci portiamo all'esterno per prevenire l'arrivo eventuale di altri manifestanti. Davanti a noi la scena è da Hollywood anni 30: prima Massimino, Claudia e Roberto. Poi alcuni dei musicisti e degli ospiti più illustri prendono i taxi neri proprio di fronte al Marriott sotto un diluvio mai visto di flash di decine di reporter. Sembravano degli attori all'uscita della notte degli oscar….
Su tutti i principali giornali il titolo è “The Italian Boys in Armani Suits”.
E cioè: “i ragazzi di Armani in giacca di Armani”.
Nel 1995 a Londra è successo anche tutto questo.

State ascoltando il brano:
"Blues for Alexandra" di Romano Mussolini